sabato 28 marzo 2009

23 ore di luce

UPDATE: Anche per quel che riguarda la giornata di ieri, dai dati di Terna non emerge alcun successo dell'iniziativa. I consumi hanno sostanzialmente seguito le previsioni del gestore della rete, e probabilmente la manifestazione ha interessato qualche cittadino sparso e pochi enti pubblici. No pasaràn!

Le forze dell'oscurità tornano alla carica. Oggi il Wwf chiede a cittadini e istituzioni di spegnere la luce per un'ora, dalle 20,30 alle 21,30. E', in grande, lo stesso principio della manifestazione promossa, nel nostro paese, dalla trasmissione Caterpillar, "M'illumino di meno", di cui mi ero già occupato a suo tempo. Il principio e il messaggio sono, naturalmente, gli stessi, quindi non voglio ripetermi. Voglio però dire che queste richieste sono quanto di più anti-umano possa esistere. L'uomo è fatto per la luce; e durante i secoli della sua storia, il genere umano ha cercato di combattere l'oscurità inventando la luce e portandola dove prima non poteva arrivare. Aprire le braccia e il cuore al buio è una libera scelta di ciascuno, ma non può e non deve diventare imperativo politico. In fin dei conti, ciò non potrebbe neppure accadere, perché se qualcuno può essere disposto a fare un sacrificio tutto sommato modesto - spegnere occasionalmente le lampadine per un'ora ma, suppongo, non staccare il frigorifero o disattivare il riscaldamento - gli stessi sith ecologisti non si spingono oltre. Intanto, perché nessuno li seguirebbe. Nonostante i successi dichiarati, perfino i 10 minuti dello scorso 13 febbraio non hanno avuto alcun effetto discernibile. Infatti, come dimostrano i dati di Terna, il consumo registrato a quell'ora è stato superiore a quanto previsto dal gestore della rete (hat tip: Francesco Pieri). Il che significa che, quanto meno, non c'è alcuna ragione di cantare vittoria (per loro, io per quel che mi riguarda osservo con gioia i dati secondo cui la gente apprezza la magia dell'elettricità). E poi, non si spingono oltre perché non possono spingersi oltre. Perché la grandissima conquista della modernità è quella di consentire a tutti (nel mondo sviluppato, almeno: e il dramma sono quei due miliardi di esseri umani che non hanno accesso alla corrente) di poter liberamente decidere di estendere la luce sull'intero arco delle ventiquattr'ore. Alla loro ora di penombra, noi possiamo rispondere con 23 ore di luce.

4 commenti:

MaRaNtZ ha detto...

Il fatto di spegnere la luce, non ha ovviamente alcun valore in se, è solo una iniziativa promozionale affinchè si parli del risparmio energetico. Sono soprattutto le istituzioni che dovrebbero occuparsene, dato che al cittadino comune è solo data la facoltà di nascere, produrre, consumare, crepare. E anche se volesse poco o nulla potrebbe fare su queste dinamiche, come tu ben sei riuscito a ricordare.

Se chiedevano di alzare una gamba e saltellare, anzichè spegnere la luce, era ovviamente uguale.

Però è un segnale, seppur piccolo e flebile, che la direzione dove andare è quella. Ridurre i consumi, risparmiare risorse, sfruttare la crisi per costruire un futuro dove le fonti rinnovabili saranno sufficienti a mantenere la parte migliore della nostra civiltà, quella senza sprechi.

Garth.di.Izar ha detto...

Ridurre i consumi non significa portare l'oscurità annientando secoli di progressi, perché è questo quello che queste manifestazioni luddiste di matrice anti-moderna propongono, ma invece aumentare l'efficienza a fronte di una riduzione di consumi. L'unica soluzione è la tecnologia, il resto è il solito fanatismo ambientalista.

Barone Rosso ha detto...

@Marantz: Esatto, è un segnale. Un primo passo che ci indica la direzione.
Peccato che per compiere il secondo passo verso la direzione indicata, c'è un baratro.

Anonimo ha detto...

@ Garth.di.Izar.
e non e`fanatismo anche quello di chi scambia lo spreco per il progresso?