mercoledì 11 marzo 2009

Ciao Gian

Ieri sera, se n'è andato Gian Turci. In silenzio, senza avvertire nessuno, senza stare male. Si è semplicemente spento. E' una grande perdita, per tutti. Ma lo è soprattutto per me. Non voglio fare retorica vuota: non voglio dire che Gian avrebbe salvato il mondo. Non l'avrebbe fatto. Non ci sarebbe riuscito. Gian apparteneva a quella rara e ammirevole categoria di persone che sono disposti a reggere contro tutto. Persone che si spezzano, piuttosto che piegarsi. Persono che possono essere sconfitte, ma non sottomesse. Gian è stato, per me, due cose. E' stato un amico, un compagno di strada per tanto tempo e in tante battaglie. Ed è stato una persona - non trovo una parola migliore - onesta: uno di quelli che puoi anche odiarli per quello che pensano, maledirli per quello che dicono, ma di cui non puoi negare la profondissima onestà intellettuale. Tant'è che, nella vita, Gian ha perso. La sua battaglia per i diritti civili e contro la barbarie del fascismo antifumo è stata una battaglia di testimonianza. Ha agitato la bandiera fino all'ultimo, sapendo di essere solo e in terra ostile. E' scappato dal suo paese d'adozione, il Canada, ed è venuto nel suo paese natale, l'Italia, per sfuggire alla persecuzione antitabagista: ha trovato gli stessi mostri - mostri ideologici, mostri proibizionisti, mostri dell'intolleranza - ad attenderlo. Ma vale per Gian quello che Giovannino Guareschi diceva di sé: non muoio neanche se mi ammazzano. Se l'immenso lavoro di documentazione che Gian ha fatto, solo e ostinato, sul sito di Forces Italiana resterà, così come resteranno i semi e la consapevolezza che Gian ha piantato nel cuore e nel cervello di tanti di noi, me compreso. A Gian non sarebbe piaciuto un ricordo melenso e drammatico: Gian, nonostante la rabbia che sempre si portava dietro per la rapida fine delle libertà che tanto amava, è sempre stato una persona allegra. Prendete il sigaro più prezioso, la marca di sigarette più ricercata o il tabacco più raffinato, e fumateli pensando a lui. Uno sbuffo di fumo lo raggiungerà dove si trova adesso. Lì, si può fumare in pace.

11 commenti:

MaRaNtZ ha detto...

Non sarà mica morto di cancro ai polmoni, vero ?

Anonimo ha detto...

Non è morto di cancro ai polmoni, e non mi sembra molto appropriata l'ironia in questo momento. Gian era una persona che poteva sembrare bizzarra, ad alcuni, ma la sua bizzarria era fede granitica nelle proprie convinzioni, e grande, grande, grande generosità. Se ne è andato un amico, e un magnifico essere umano. Già ci manca.
Alberto Mingardi

Anonimo ha detto...

"Gian apparteneva a quella rara e ammirevole categoria di persone che sono disposti a reggere contro tutto. Persone che si spezzano, piuttosto che piegarsi."
una curiosità : vi ci mettete anche voi in quella categoria ? no perche mi spiego molte cose ...

leonado facco ha detto...

Grazie Gian, grazie per l'amicizia vera che hai saputo regalarmi. Non ti dimenticherò mai.

Anonimo ha detto...

A Marantz e l'Anonimo che se la ridono per la scomparsa di Gian...

i prossimi ad essere trattati come cani sarete voi..sostenitori di di truffe liberticide, ..già..anche i dementi come voi non troveranno posto nella Casta della Razza perfetta..oltre ai Fumatori,obesi,alcolisti etc..etc..

verpiss euch....

Francesco Lantana ha detto...

Abbasso tutti quelli che vorrebbero distruggere il pianeta, andate all'inferno

Anonimo ha detto...

e' proprio vero che solidarietà e rispetto sono valori molto sbandierati e poco praticati

Anonimo ha detto...

rispetto ? solidarietà ? con 1 miliardo di persone che vivono nelle baraccopoli ? ma dove ? concordo ,sono valori molto sbandierati e poco praticati.

Anonimo ha detto...

Adesso accendo!

Nicolò ha detto...

Rest in peace, Gian.

Marcello Gardani ha detto...

Solo oggi, dopo quasi due anni, ho letto con sbigottimento della morte improvvisa di Gian.
Sono restato malissimo, perché anche se le nostre vie si erano un poco allontanate, pur essendo io contro il fumo e Gian pro fumo, ci stimavamo e aiutavamo contro lo strapotere dello Stato socialista.
Carissimo Gian, addio.
Marcello Gardani