venerdì 3 aprile 2009
C'era una volta il cap & trade
Sono passati dodici anni da quando il Senato americano approvò all'unanimità la risoluzione Byrd-Hagel che sanciva il no alla ratifica di qualsiasi accordo per la riduzione delle emissioni che non avesse coinvolto anche i Paesi in via di sviluppo. Da allora, nonostante le apparenze, non molto sembra essere cambiato. Martedì scorso, il Senato ha infatti approvato a larghissima maggioranza (89 favorevoli, 48 democratici ed 41 repubblicani, ed 8 contrari) un emendamento al bilancio federale in base al quale qualsiasi provvedimento legislativo relativo volto a limitare le emissioni di gas-serra non dovrà comportare alcun incremento di prezzo per l'elettricità o per la benzina. Il che equivale a dire che nessun provvedimento potrà essere adottato. Il cap&trade in versione americana sembra essere morto prima di nascere.
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2 commenti:
Gli oligopoli così reagiscono.
Anche in materia ambientale quì da noi succede uguale. Il 3 agosto del 2007 è stata recepita una direttiva comunitaria del 2004 che impone alle aziende controlli stringenti sulle emissioni di cadmio, mercurio, arsenico e altri agenti tossici cancerogeni.
ALl'Art.2 della legge 2007/152 la abbiamo interpretata in questa maniera.
... evitare, prevenire, ridurre gli effetti nocivi per la salute, bla bla, ... devono essere perseguite tutte le misure necessarie CHE NON COMPORTANO COSTI SPROPORZIONATI !!!!
Come dire, dimostro che l'intervento che mi chiedi ha un costo sproporzionato, così non lo faccio.
L'Italia è fatta così signori, sappiatelo quando qualcuno si occupa di qualcosa che va a toccare i gangli dell'economia.
P.S: La legge 152, firmata da Napolitano, è un capolavoro firmato anche da D'alema, Mastella, Pecoraro Scanio, Turco, Lanzillotta... non è quindi un discorso di destra o sinistra.
Marantz, se vuoi pagare tu per tutti ci fa piacere.
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