giovedì 2 aprile 2009
Clima. Il Senato vota il buonsenso
Il Senato ha approvato ieri una mozione presentata, tra gli altri, da Guido Possa, Antonio D'Alì e Cesare Cursi (presidenti delle Commissioni, rispettivamente, Istruzione, Ambiente e Industria) sui cambiamenti climatici. E' stata presentata anche, senza successo, una contromozione, firmata da Roberto della Seta e altri. Cosa dice la mozione? Essenzialmente tre cose: che la scienza del clima è assai più incerta e complessa di come viene presentata nei documenti dell'Unione europea; che l'obiettivo strategico di contenere l'aumento della temperatura media globale entro i 2 gradi centigradi è del tutto al di là delle possibilità di intervento di Bruxelles; che le politiche climatiche dell'Ue rischiano di avere un significativo impatto in termini di costi, ai danni soprattutto dei consumatori, delle fasce deboli della società e della competitività delle nostre imprese. In considerazione di tutto ciò, il governo viene esortato ad assumere una posizione realista sia in sede comunitaria, sia nell'ambito delle negoziazioni internazionali sul clima. Non c'è nulla di stratosferico in queste parole, a meno che non si voglia considerare stratosferico il comune buonsenso. Semmai, si tratta - finalmente e coraggiosamente - della presa di coscienza che il clima, per quanto possa rappresentare un problema nel lungo termine, non può essere oggi la priorità della politica europea, e che soprattutto esso non può essere considerato una variabile indipendente. Le reazioni incredule e rabbiose dei professionisti dell'allarmismo non fanno altro che confermare la bontà di quanto fatto da questa pattuglia di senatori. Ora, il governo italiano ha la legittimazione e l'autorità per avversare con forza la follia comunitaria: avrà il coraggio?
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9 commenti:
Finalmente il Parlamento dice qualcosa di sensato sul clima.
Una richiesta: date più informazioni sulla questione (link a siti che trattano del climate change da vari punti di vista, magari qualche documento dove vengano date spiegazioni delle varie teorie basate sui dati, e non sulle supposizioni, segnalare siti dove si contestano le teorie dell'ipcc,etc...). Lo chiedo perchè sui mainstream media non viene mai spiegato niente (o viene fatto con lo stesso grado di scientificità della spiegazione dell'esistenza di Dio), e su internet non è facile per un profano come me fare la tara degli interessi, pregiudizi, faziosità, etc...
quale buonsenso, ma quali professionisti dell'allarmismo.
Se andate un po a scavare, scoprite persone in pieno conflitto di interessi con il tessuto economico e industriale di questo paese, il cui unico scopo è evitare di prendersi carico delle spese causate dal contrasto ai cambiamenti climatici.
Faranno di tutto per restare ciechi, sordi, muti, di fronte a richieste che appaiono oggi vessatorie, ma domani ci faranno irridere dai nostri pronipoti.
Ma avete gli occhi fodereati di prosciutto ? Non vi accorgete che sta cambiando tutto ? Siamo all'apice di un concetto di sviluppo, che solo 100 miseri anni fa nemmeno esisteva, basato sulla crescita esponenziale di tutto.
E voi ve ne state li, pasciuti, a cercare i negazionisti e gioire per i soldi risparmiati ? Ma cosa ve ne fate di esser ricchi in un mondo in cui la crisi demografica, energetica, ambientale, arrivano entrambe in un unico crocevia pronte ad esplodere ?
L'unica parola che mi viene in mente è pena. Pena per voi, e per il vostro presunto buon senso.
I cambiamenti climatici non sono immediati, avvengono in epoche storiche (ma non geologiche), ora è il momento di intervenire, perchè in realtà rappresentano solamente un campanello di allarme, che segnala l'insostenibilità totale della crescita infinita in un mondo infinito.
Ci voleva la crisi per cacciare gli ottusi dell'economia di carta, i liberisti da strapazzo, quale voi siete. Interessi privati, questo voi ammetete come unica voce che governa il mondo.
Pasquale,
L'informazione di alto livello che cerchi mi pare sia scarsa in italiano.
Ci sono un paio di blog scientifici in inglese che mi sento di consigliare: uno è www.wattsupwiththat.com, l'altro è l'ipertecnico www.climateaudit.org.
Poi si possono cercare gli articoli di autori come McIntyre, McKitrick, Lindzen, Pielke, il rapporto della National Academy of Sciences sul lavoro di Mann, il famoso Lomborg, Dyson... questo è più che sufficiente per iniziare.
professionisti dell'allarmismo ...
meno male che ci siete voi .
va tutto bene !
a proposito , come va l'economia ?
L'ho letta la mozione e sinceramente continuo a non capire la posizione che la destra in Italia propugna, in comune solo con la destra US.
Togliamo di mezzo tutte le argomentazioni à là "un crescente numero di scienziati" e i dati sugli uragani e sui livelli dei mari; le prime non sono scienza (neanche da parte dei climatologi GW), le seconde sono solo una lista parziale e locale per spiegare un fenomeno che invece è globale.
Quello che non capisco, nella destra come nella tua posizione, è l'argomento che combattere il clima con le sovvenzioni aumenterebbe i costi dell'energia e provocherebbe recessioni economiche non accettabili in questa fase.
I costi dell'energia, di TUTTE i processi energetici che usiamo, sono enormemente sovvenzionati oggi. Le aziene petrolifere, quelle che fanno estrazione, quelle che fanno distribuzione e quelle che fanno raccolta dei rifiuti, utilizzano una quantità enorme di sovvenzioni; locali, della Ue, degli stati arabi, del governo federale US. Senza poi contare le sovvenzioni nascoste, come quelle sui costi sanitari di alcune energie in termini di malattie all'apparato respiratorio.
Ma l'errore madornale è quello di non vedere che l'utilizzo bilanciato di energie alternative è un impulso economico fortissimo e che questo sta avvenendo in altri paesi in modo vieppiù centrale, non un fattore recessivo.
Perdere oggi questo treno vuol dire rimanere in una posizione di rincalzo per i prossimi vent'anni, quando tanti paesi industrializzati porteranno la quota di produzione delle rinnovabili al 20 e al 30% e l'Italia avrà pronte invece le sue 4 centrali nucleari.
Questa politica, questa mozione e questo modo di fare i sofismi sulla questione energetivca, sta compromettendo di nuovo il futuro dell'Italia.
E facciamo anche chiarezza su un altro equivoco: la destra in Italia governa, e governa da anni. Queste posizioni da finta opposizione che si batte contro tutti e tutto possono essere anche accettabili sul piano giornalistico; però poi alla fine, quando non si sarà investito in certe tecnologie e si sarà rimasti indietro dal punto di vista industriale, non si potrà dire che è stata colpa degli altri.
Lo dico convintamente:la mozione approvata dal centrodestra l’altro ieri in Senato è stata una brutta pagina per il Parlamento italiano.
Io ovviamente c’ero, in quanto primo firmatario della contromozione presentata dal Pd,e al di là della diatriba politica devo sottolineare, con amarezza, che la destra italiana ha mostrato il suo volto arcaico ed ignorante, attestandosi su una ridicola posizione che nega l'evidenza dei mutamenti climatici e delle loro cause e che isola ancora di piu' il nostro Paese dallo sforzo globale per avviare quella 'green revolution' che secondo la gran parte degli analisti segnera' in positivo i prossimi decenni'.
La mozione come può non essere definita negazionista quando afferma che i mutamenti climatici sono un’invenzione e comunque non dipendono dall’uomo?
In un interessante articolo sul New York Times del 28 marzo – Mother Nature’s Dow - Thomas L. Friedman si dice convinto che l’attuale crisi finanziaria sia il risultato del combinato disposto di Madre Natura e della Borsa che vanno a fondo contemporaneamente.
Come dire, questa crisi ci deve insegnare che non si può inseguire la crescita costi quel che costi ma occorre scegliere modi più sostenibili.
Certo, quando la Borsa va male c’è il rosso del Dow Jones che ce lo dice chiaro e tondo mentre invece Madre Natura un Dow Jones non ce l’ha.
Ma ci sono altri numeri:il Massachusetts Institute of Technology Joint Program on the Science and Policy of Climate Change ha raddoppiato la stima sul livello delle temperature terrestri da qui alla fine del secolo, affermando che se non cambierà nulla in termini di emissioni CO2 gli esseri umani sperimenteranno temperature ben al di la di quelle provate finora.
Siamo i soliti allarmisti?
Non credo proprio e comunque rimane il fatto che il centrodestra italiano è entrato in contromano sull’autostrada che tutti i maggiori governi, di sinistra e di destra, stanno percorrendo, negando il pressoché unanime consenso al fatto che riscaldamento globale è già in atto, legato in larga misura a cause antropiche quali la deforestazione e la combustione di petrolio e altre fonti fossili .
I grandi leaders politici, da Obama a Sarkozy lo hanno capito, e hanno maturato la consapevolezza che la strada per fronteggiare la crisi economica passa anche dalla lotta al global warming.
Se persino i leader cinesi negli ultimi tempi hanno cominciato a dire che agire in questo campo è un dovere e un interesse anche del loro Paese. ...
Il grosso problema delle energie alternative è che spinge verso una democratizzazione della distribuzione e produzione del bene energia, e dei relativi profitti.
Esattamente quanto l'industria oligopolista oggi assolutamente non vuole.
SI preferisce campare di sovvenzioni, con l'economia che va a picco, anzichè aprirsi a concetti nuovi come la "internet dell'energia". Si adduce come scusa la vetustità del nostro sistema distributivo che non è in grado di accettare forti quote di rinnovabili, ma in realtà l'intento è quello di boicottarle.
Ecco spiegato l'atteggiamento ostruzionista del centrodestra, per quanto mi capacito non riesco a darmi altra spiegazione che forzare la mano sul "business as usual".
Marantz, a casa tua hai i pannelli solari per produrre energia elettrica?
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