giovedì 16 aprile 2009

Soldi soldi soldi

La leadership europea sul clima? Questione di soldi. "L'Ue è leader del dibattito internazionale - ha detto il ministro dell'Ambiente ceco, Martin Bursik, in qualità di presidente di turno al termine di una riunione coi colleghi provenienti dagli altri Stati membri - Vogliamo tener duro e offrire una posizione di leadership anche agli Usa". Aggiungendo: "senza un pacchetto finanziario, difficilmente avremo successo a Copenhagen... Senza soldi non si va da nessuna parte. No money, no deal". Non risultano prese di distanza da alcuno dei suoi colleghi, né quelli ritenuti meno sensibili alla questione ambientale, né coloro che invece la bandiera verde la sventolano in ogni occasione. Nell'ingenuo candore di Bursik c'è una grande verità, che però raramente viene a galla in tutta la sua crudezza. Quando si dice clima, si intende soldi; e quando si dice politiche climatiche, si intende redistribuzione delle risorse. Il nodo essenziale da sciogliere è dunque se le politiche che si vogliono adottare siano (a) utili e (b) efficienti. Poiché c'è una grande evidenza che, almeno per quel che riguarda l'Europa, non siano né l'una né l'altra cosa, sarebbe opportuno partire da qui per immaginare una strategia più sensata ed efficace. Altrimenti, resta il sospetto - più del sospetto, in verità - che l'interesse per il futuro del pianeta sia inferiore a quello per il grasso che cola dalle politiche del clima.

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